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CRITICHE

 

“…vi è in Carina V. Aprile una straordinaria attitudine a captare la bellezza e trasmetterla, per creare il suo unico mondo di parole e colori, arrivando alla nostra sensibilità con profondità e gioia".    

Maria Ruth Fischer- “EL DIARIO”

 

“…la pittura di Carina V. Aprile, carica del colorismo latino-americano, rappresenta utopiche figure che si librano in atmosfere surreali. I suoi dipinti sono inni alla vita, al colore, che di volta in volta viene caricato di valenze diverse".

Chiara Carfi –“D’ARS”

 

“…I lavori di Carina V. Aprile coniugano nella sua essenza lo spirito di certe musiche plasmate in pittura. Dopo un proprio percorso nel mondo dell’arte cominciò un processo di traduzione del sentimento che i suoni producevano dentro di sé. L’obbiettivo è traslare la struttura di un’opera musicale ad un’immagine che la sintetizzi concettualmente. Tramite il suo orecchio assoluto, che gli permette d’identificare ogni suono della scala musicale con un colore, l’artista è riuscita a concretizzare un mezzo formidabile  per farne tesoro e fondere due mondi strettamente relazionati tanto per le forme che per gli obbiettivi: immagini e suoni. Il progetto suppone un serio compromesso da parte dell’artista, che implica studio e ricerca, già che c’è un profondo lavoro d’interpretazione ed analisi dell’opera".

Carlos Marin- “EL DIARIO”

 

 

 

 

 

“…Carina V. Aprile cerca e trova nella musica echi e simboli anche inconsueti, che traduce ed inquadra in immagini tangibili. I suoi quadri diventano palcoscenici cromatici dove tracce di note alludono a melodie silenti".

Angelo Siciliano –“CORRIERE DELL’ARTE”

 

“...Carina V. Aprile escogita una pittura profondamente meditativa attraverso un nuovo modo di concepire l’arte dove l’elemento decorativo-astratto sviluppa un’intensa indagine emozionale. La sua ricerca è un tentativo di fondere l’esperienza musicale con quella pittorica in un’avvolgente elaborazione autobiografica.”

Antonio Castellana --“IL RESTO DEL CARLINO”

 

“...Carina V. Aprile trasferisce il suo amore per note e accordi sulla tela, dando vita ad impasti di colori e forme che inseguono le armonie dei suoni rendendoli tangibili, fluidi, sinuosi. Nei suoi quadri il pennello si può sposare col computer, che non rende però artificioso il risultato finale, ma ne accresce la forza visiva e l’originalità.”

Giovanni Scalambra – “LA GAZZETTA DI MODENA”

 

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